Crea sito

Descrizione del territorio

Aspetti naturalistici

La prima parte del vallone, appena entrati nell’area Parco, è l’ambiente ideale per la nidificazione del Gheppio. Non è raro l’avvistamento, tra le pareti rocciose sovrastanti il sentiero, del gheppio, anche in coppia.

In prossimità del Rifugio Balma è possibile notare la rigogliosa vegetazione di tipo nitrofilo tipica delle aree adiacenti gli alpeggi e derivante dall’accumulo di azoto nel suolo contenuto nelle deiezioni degli animali un tempo monticanti in loco.
In piena estate il pianoro circondante il Lago Soprano è costellato di piccole piante carnivore, le pinguicole, che catturano gli insetti con le loro foglie appiccicose; abbastanza di frequente si sente il fischio delle marmotte che hanno le loro tane nei pascoli pietrosi circostanti, oltre ai versi di gracchi e corvi imperiali.

ermellino

Ermellino

 

Non è raro l’avvistamento di spioncelli, culbianchi, codirossi spazzacamino, ermellini (specie nei dintorni del rifugio) camosci, aquile e coturnici, queste ultime sui versanti esposti a sud.

 

 

 

 

Stambecchi

 

 

Con un buon binocolo si può avere la fortuna di avvistare, sulla cresta a ovest del lago (Punta Loson, Monte Robinet) qualche stambecco (popolazione originata da un intervento di reintroduzione di esemplari provenienti dal Parco Nazionale del Gran Paradiso) e branchi di camosci.

 

 

 

Aspetti geologici

Laghi della Balma

 

La prima parte del sentiero si inerpica lungo una brulla dorsale composta da materiale di accumulo trasportato dall’antico ghiacciaio che, nell’era quaternaria, ricopriva interamente il territorio del Parco.
I resti degli antichi ghiacciai sono numerosi in tutte le vallate del Parco; lungo questo percorso si segnalano, notevoli per bellezza, i laghi Sottano e Soprano, posti rispettivamente a m 2098 e m 2211 s.l.m.

 

Incisioni rupestri

Incisioni rupestri

Sulla cresta morenica della prima parte dell’itinerario si trovano diversi massi con incisi segni cruciformi, anche ramificati e complessi.
In corrispondenza della bacheca del parco, con un buon binocolo, è possibile osservare nel vallone, sulla destra orografica, un grosso masso (detto Roc dl’Ursi) recante più di una cinquantina di segni cruciformi risalenti ad epoca preistorica.

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email